Unknown-2.png

Dario Malini

Dario Malini è nato a Milano. Da molti anni si occupa di storia della Prima guerra mondiale, cercando di decodificare ciò che il primo conflitto dell’età moderna rappresentò davvero per gli uomini e le donne che lo vissero. Il suo modo di raccontare quei giorni parte sempre dalla viva voce dei soldati, prediligendo le documentazioni che fanno leva su una chiave di lettura peculiare e rivelatrice: quella dell’arte. A tale scopo, nel 2010, ha fondato l’associazione Arte Grande Guerra, tramite la quale ha salvato dall’oblio, e valorizzato, un numero considerevole si opere figurative e letterarie disperse degli artisti-soldato che operarono in quegli anni funesti e rivelatori. È autore dei testi Il pane di Gadda. La grande guerra del tenente Sobrero sulle Dolomiti, sul Piave, nei lager di Rastatt ed Ellwangen, pubblicato con Lavinia Dikinson nel 2022, Taccuino di un nemico e Il sorriso dell’obice, usciti per Mursia rispettivamente nel 2013 e 2011. Con Arte Grande Guerra edizioni ha pubblicato Quella cosa grande (o fetente) che è la guerra, diario di guerra di un ragazzo del ’99 (2016) e il saggio letterario La Grande Guerra di Italo Svevo. La scoperta di una fonte letteraria ignota de «La coscienza di Zeno» (2018) e, assieme alla storica dell’arte Carol Morganti, i seguenti cataloghi, editi in occasioni di eventi espositivi riguardanti opere recuperate dall’associazione: Henri Desbarbieux: Verdun 1916 (2018); Zona di guerra: il “locus terribilis” della modernità (2015); 1914-2014 La guerra invisibile (2014) e 1914-1918 L’arte dispersa (2011).