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A Roberto Malini il Premio Veltro d’Argento in occasione del giorno di Dante

Pubblicata sul numero 184 (maggio 2022) di Lunigiana Dantesca, la poesia Prima del viaggio di Roberto Malini riceve il prestigioso riconoscimento del Premio Veltro d’Argento. Il premio è assegnato dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi, che ha indetto il Dantedì puntuale per commemorare ogni anno la data in cui Dante, nella Divina Commedia, oltrepassa la selva oscura e inizia il viaggio. Riguardo a Lunigiana Dantesca numero 184, il noto dantista Mirco Manuguerra segnala che il bollettino contiene «una grande rassegna stampa, di cui non mancheremo di fare ampia vetrina nel prossimo numero di Lunigiana Dantesca: il Premio Pax Dantis è passato in pagina nazionale sul Corriere della Sera e ampio spazio gli è stato dato su La Nazione». I premi del Veltro si ricollegano alla dantesca Compagnia del Veltro, scuola dichiaratamente neoplatonica che si rifà idealmente a quello straordinario cenacolo fiorentino che vide riuniti attorno a Lorenzo il Magnifico tra i maggiori ingegni del Rinascimento quali Marsilio Ficino, Sandro Botticelli, Pico della Mirandola e Angelo Poliziano. Opere-simbolo della Compagnia sono Gli effetti del Buon e del Cattivo Governo in Città e in Campagna di Ambrogio Lorenzetti (Palazzo del Comune, Siena, 1338-39), La Città Ideale, celeberrima icona di scuola urbinate (1480 ca.) e La Scuola di Atene (Sala della Segnatura, Musei Vaticani, 1508-1511), capolavoro insuperabile di Raffaello Sanzio. Costituita il 7 novembre del 2010 in seno al CLSD medesimo (la data segna l’anniversario platonico, secondo l’uso del circolo mediceo), scopo principe della Compagnia è l’affermazione del modello dantesco della Pax Dantis ®. Fondamento filosofico è il documento della Charta Magna ®, manifesto culturale della Filosofia della Pace Dantesca attualizzata. La poesia di Roberto Malini rende omaggio al Dantedì ed è, secondo le parole dell’autore, «Un risveglio o almeno il presagio di un risveglio. Il mio contributo è poetico, perché la poesia è una delle chiavi che Dante ci ha tramandato: chiave d’oro che apre porte mistiche.Il Dantedì è simbolo di speranza, perché ogni volta che qualcuno inizia il viaggio mistico, l’annientamento dell’individuo e del suo universo si allontana. Solo nella vita, la cui metafora è la selva oscura, può iniziare il viaggio e non senza dubbi e paure».